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Vogliaditerra Articoli

Piccole modifiche ai blog

a) Il contadino sì è reso conto che i bottoni di facebook&Co non funzionavano più e ha trovato un nuovo plugin wordpress funzionante: due click per per più privacy. Nella lotta per un po’ di riservatezza si sono arresi molti, ma il fattibile va fatto lo stesso. I siti che usano i pulsanti normali per i vari like, tweet e G+ ecc mandano già  tuoi dati a questi servizi, lingua, provenienza, tipo di sistema operativo e browser che usi, IP e altro. Per rendere l’idea sarà  mostrato il tuo sistema operativo e browser nei commenti, per qualche giorno.

b) Il photoblog adesso carica all’infinito (volendo) se si arriva in fondo (infinite scroll si chiama).

Magari segnalate non- e malfunzionamenti. A lui per esempio non carica il bottone facebook, ma forse perchà© non ha nessun account.

OT: stasera vendemmia dal vicino, la sangiovese va già  verso il marcio.

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Esperimentoni

I fatti

L’azienda britannica Oxitec ha reso nota l’intenzione di rilasciare in ambiente versioni transgeniche di mosche dell’olivo in Spagna e di moscerini della frutta in Brasile nei prossimi mesi (1). Entrambe le richieste di autorizzazione, presentate nel gennaio 2013, riguardano rilasci sperimentali in ambiente degli insetti geneticamente modificati e sono attualmente in fase di valutazione.
Oxitec utilizza un approccio di ‘uccisione femminile’, in cui la prole femminile degli insetti GM è destinata a morire allo stadio di larva. L’obiettivo verrebbe perseguito attraverso rilasci massali di milioni di insetti maschi geneticamente modificati il cui accoppiamento con le femmine presenti allo stato naturale porterebbe al declino della popolazione dei parassiti.

Gli impatti temuti

Una delle principali inquietudini di carattere ambientale è relativa al fatto che il ceppo di mosca dell’olivo utilizzato da Oxitec non è nativo della Spagna, ma è stato ingegnerizzato a partire da un ceppo greco incrociato con ceppi israeliani; situazione analoga in Brasile dove sembra che siano utilizzati ceppi di moscerini della frutta di origine guatemalteca (2). Sotto un profilo ecologico e agronomico si nutre il timore di introdurre individui portanti diversi livelli di resistenza ai pesticidi, come evidenziato da studi sulle mosche dell’olivo in Grecia (3).

[articolo completo]

Anche il contadino cerca di impedire alla mosca di diffondersi troppo, ma non in grande scala come questa senza poter tornare indietro.

Detto questo: sarà  difficile che entra una goccia di olio in casa sua quest’anno e impossibile che ne esce una per vendita. Le speranze sono due: che le olive leccine tutte bacate già  adesso si cicatrizzano e non cascano (improbabile) e che le olive mignole che ancora sono sane non s’imbacano nei prossimi due mesi (molto improbabile, nonostante il rame e lo Spintor Fly).

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Arte e soldi

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Succede che il contadino ha quasi finito la sua prima scultura venduta. Ma è ancora dell’opinione che senza soldi in mezzo tutto è più genuino (o forse è lui che ha un problema col vendere e fare un prezzo. Ma in fondo sono molto contenti tutti.

Tutto partiva da qui, non voleva vendere questo. Ora entrambe i due cerchi del carro del Cucco (il contadino che viveva qui più di mezzo secolo fa e portavo le sue verdure precoci a Empoli, col mulo) sono sistemati.

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Modelli di vita

Tra i tanti modelli di vita disponibili sul mercato il contadino attualmente si è scelto “vita ritirata da nonno asmatico, dedicato alle nipotine e al poco lavoro nel orto familiare”. Si alza tardi, osserva attentamente lo stato del suo polmone, fa colazione seguito da inalazioni di camomilla, un po’ di lavoretti non faticanti fino mezzogiorno, spesso accompagnato dalle nipotine prestate dall’Estonia. Vediamo se ne esce col tempo.

Anche il blog lo appassiona il giusto cioè poco o niente. Si potrebbe scrivere fiumi di parole sui curdi e l’ISIS, sul movimento che perde le stelle e la politica in generale, sulle stagioni impazzite con alluvioni, frane e siccità , sulle api che stanno parecchio parecchio male mentre il prezzo per il miele all’ingrosso è alle stelle. Ma anche no, l’hanno scritto già  altri e solo parole sono. Per finire facciamo un po’ di sano food-porn, che si mangia anche troppo bene ultimamente.

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Acqua, umidità  e nient’altro

Piccolo resoconto del dopo-ritorno del contadino dal suo viaggio-cura (Feldenkrais è un ottimo metodo! Ha un torace che sembra Tarzan adesso).
L’orto era diventato qualcosa tipo foresta pluviale, erbacce alte due metri con le angurie che hanno invaso tutto il resto che già  moriva del suo di tutte le malattie fungine possibile: pomodori secchi, meloni e cipolle spariti quasi. Pure la vigna ha presa la malattie sulle cime nuove, l’aspetto non ha certo migliorata visto che era già  grandinata. L’uva sembra indietro, tra fresco che era e foglie tritolate non matura come potrebbe. Pure le olive sembrano sempre meno e la mosca si da da fare già  ora. Le strade sembravano letti di fiumi in secca. In compenso si affoga nei fagiolini e anche il terzo taglio del fieno (oggi sotto il tetto ed ecco che ripiove) era abbondante come mai e nessun problema di trovare l’erba per le pecore. Le scarpe di cuoio erano verdi di muffa e il sale in cucina è tutto una massa umidiccia. Per non parlare di zanzare e tafani.

In un certo senso quest’annata fa bene a sparire dentro l’inverno che ci metterà  un velo pietoso sopra.

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Saluti dall’isola

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Il contadino è più vivo che mai e ha fatto delle cose che mai avrebbe fatto prima della sua malattia come andare a corsi e alloggiare in hotel (sembra che nei corsi come Feldenkrais – ottimo! – gli uomini siano specie rara, lui era l’unico, mica male), adesso si muove sciolto e bilanciato come un ballerino e anche mentalmente è più sveglio che mai. Lui credeva che il mare dell’Est era sempre così in movimento invece ha imparato or che questa settimana con quel vento fisso da NE e il mare chiassoso e pericoloso (sono morti 8 solo a Ruegen per i correnti) sia cosa normale invece era un eccezione. Ha pure beccato un tempo soleggiato mentre a casa sua pioveva.

Speriamo che duri, sabato ritorna nel suo mondo quotidiano, sembra che a casa ci sia molto da accomodare. A presto.

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Berlino invaso e libero

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Spandau, Friedrichstrasse, Wannsee, Alxanderplatz, Kreuzberg e molti altri di questi nomi erano già  molto familiari per il contadino, forse leggeva troppo nella gioventù. Si sente russo inglese tedesco italiano turco arabo e molte altre lingue, la città  sembra ampia abbastanza per poter contenere e integrare pure contadini svizzeri provenienti dall’Italia, niente di particolare. Lui in veste di urban explorer (eh, non siamo mica più turisti semplici oggigiorno, magari vendono da qualche parte anche l’attrezzatura adatta) era già  in grado di prendere la U-Bahn e l’ S-Bahn da solo senza perdersi e ne va particolarmente fiero.

Pure è così verde e ampia che viene invaso dagli ailanti senza che nessuno se ne accorge tranne lui che ha la fissa per questi invasori. Mai visto così tanti, nascono ovunque ma ci sono anche piante vecchie in fiori adesso.

Se osservate i cartelli stradali: le case sono numerate di continuo, mica pari e dispari su lati opposti e il rischio più grande è quello di venir investito da una bici che hanno la metà  dei marciapiedi per loro, con uno sfondo rosso e il contadino ancora non ha imparato di non metterci piede. Ma ormai non importa più, che tra poco prenderà  il treno per l’isola famosa grande e la sua figlia sarà  contenta che non deve più salvarlo ogni tre minuti dalle bici.

E tre giorni di capitale sono bastate, è decisamente in overdose di impressioni da smaltire, ha visto molto compreso vita notturna a bere birra (sono tutti drogati di birra qui davvero) con i giovani comprese due ragazze persiane bellissime in transito, il muro e la lavatrice degli elefanti (sede della Merkel) durante una gita sul fiume Spree.

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L’isola più grande della Germania

Ieri doveva piovere, ma nisba, quindi oggi il contadino ha lavorato quasi tutta la terra (fresca) sotto gli ulivi per non trovarsi un erbaio alto un metro al suo ritorno dalla sua vacanza-cura a gusto di Feldenkrais (vedi titolo), che il suo polmone è in un stato mica tanto buono. Poi stasera ha pure zolfato la vigna, quindi adesso dovrebbe essere tranquillo invece ci sta che non dorme, prima di prendere uno di questi aeri low-cost per Berlino, un luogo dal quale porta un bel po’ di materia genetica del suo corpo. Non si sa se ha voglia di raccontare qualcosa qui, essendo troppo concentrato sulla sua salute, vedremo.

Finalmente anche la catasta della potatura ha trovato sua forma quest’anno.
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Azzeccare le mosse

A volte il contadino è in perfetta sintonia con la natura e il tempo, tipo ieri che ha deciso di pressare il fieno di sera nonostante il fatto che di sera viene peggio l’erba medica, ma le previsioni e anche il cielo promettevano acqua di notte. Pressato, caricato un viaggio a man forte dal genero (il contadino è ancora buono poco per fare sforzi), coperte le restanti presse sul campo bastava arrivare a casa ed ecco che arriva la pioggerella promessa, annaffiava per bene l’orto e il mondo, in netto contrasto con questa cosa violente che veniva settimana fa.

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C’era una volta la lingua

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Niente, oggi il contadino (quando mangia da solo deve leggere sempre qualcosa) ha visto questo sulla rivista della camera di commercio.

Perchà© non diventi project manager in un baby parking e ti focalizzi sulla comunicazione ambientale green, eh? Forza!

Siamo alla frutta davvero se non badiamo più alla lingua e passano espressioni come queste.

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Acqua a bomba

L’acqua che non è venuto per due mesi l’ha buttato giù tutta insieme ieri notte, condita con grandine, fulmini a volontà  e al gusto di tromba d’aria. 70mm in poco più di ora, alberi in terra strade rovinate con Cipressi secolari sradicati.

L’uva sembra persa per un terzo, con il tempo si vedrà  meglio. Seguiranno foto, dopo il food porn è tempo per per un po’ di calamità  porn

Uva, lato A e lato B. Queste erano di stamattina, ora Lato A è tutto marrone.

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Il primo filare non ha retto l’impatto.
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