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Sete nel sottosuolo

california

Un sistema satellitare sofisticato (misura il campo gravitazionale e permette di tirare conclusione sulle riserve di acqua nel sottosuolo) rivela tutto il dramma della California.

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Raccolta olive 2014

Terminata prima che cominciava, anche le mignole sono decisamente andate.
Troppo acqua, troppo gonfie, troppo baco e troppo fresco dopo, normalmente le temperature sopra i 33° fermano l’infestazione. Mai visto pure due o addirittura tre bachi in una oliva, che dopo seccava al sole ridotta a nocciolo e buccia. Ma il contadino spera già  per il prossimo anno, gli ha spollonati e puliti lo stesso e invece di cogliere le olive aggiungerà  altro letame alle cacarelle autoprodotte che ci sono già  sotto le piante.

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La situazione sembra uguale, forse solo chi ha trattato una volta al mese da inizio luglio le ha “salvate”.

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La fine di un leader

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Tanto che il contadino non parlava più di politica. Per non innervosire le anime parlando di leader nostrali suo sguardo cade sul lontana Corea. Voci dicono che l’era di Kim Jong-un sia finito.

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Ci mancava un nuovo problema per le api

Si chiama Aethina Tumida, originaria del Sudafrica e approdato probabilmente con un carico di frutta, magari già  un anno fa.

Secondo gli esperti, il coleottero può diffondersi nel nostro paese tramite il candito, un alimento comunemente usato per le api e, quindi, attraverso regine, pacchi d’api o favi infestati. Oltretutto, l’Aethina si riproduce nel terreno di fronte agli alveari, per cui è molto facile che il rischio di infestazione sia elevato dove si pratica il nomadismo.

Altro aspetto particolarmente grave, è che l’Aethina non solo colpisce le api, ma anche il polline e il miele, portandolo alla fermentazione. Secondo l’università  di Reggio Calabria, la prima cosa da fare è attuare un monitoraggio puntuale su tutto il territorio italiano. A tal fine risulta di fondamentale importanza che gli apicoltori denuncino immediatamente i casi sospetti di Aethina.

In secondo luogo è necessario un coordinamento fra Ministero della salute e le Aziende sanitarie locali, mentre al Ministero delle Politiche Agricole spetterebbe di individuare i fondi per consentire agli apicoltori la possibilità  di ottenere un risarcimento per le perdite subite negli alveari. Inoltre, secondo l’Ateneo calabrese, qualora sia accertata la presenza del coleottero, occorre arare e trattare con permetrina il terreno attorno all’apiario, terreno nel quale l’Aethina si riproduce assicurando un ciclo continuo al di là  dei trattamenti – per lo più a base di coumaphos – effettuati negli alveari.

A parte il fatto che molti dei terreni dove si trovano le postazioni sono impossibili di arare: indennità  per danni dei cinghiali, della grandine, del embargo russo, delle inondazioni ecc a un certo punto diamo uno stipendio fisso agli agricoltori che si fa prima…

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Lettere d’amore scritte da robot

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Se hai dubbi se la lettera scritta a mano che ti offre una nuova linea di credito molta vantaggiosa sia scritta da un robot controlla i puntini sulle i: sono sempre nello stesso punto relativo alla lettera.

[da qui]

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Nello stile dell’annata…

Oggi doveva piovere tanto qui, non è venuta una goccia degna di menzione. Ma poco lontano bomba d’acqua con grandine, simile a qui fine giugno.

Gli agricoltori denunciano danni alle coltivazioni per 20 milioni di euro. Francesco Miari Fulcis, Presidente di Confagricoltura, spiega che “solo per i vigneti ci sono danni che possiamo calcolare superiori ai 200 mila quintali per la produzione di uva. I danni non riguardano soltanto i vigneti: “Quella è la situazione più complicata – spiega Fulcis – con danni strutturali ai filari, piante letteralmente divelte soprattutto nella zona del Montalbano. Anche per le piante di olivo i danni sono ingenti, nelle prossime ore cercheremo di fare una stima dettagliata”.

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Nebbie altrove

Tutte le mattine qui una nebbia in valle sembra che sia cascata una nuvola bianca. Ma questo è un altro luogo:

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2014: Senz’olio, la metà  del miele e anche vino scadente

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Puglia meno 30%, Spagna ( produce la metà  del consumo mondiale spesso venduto come italiano) meno 40%, Toscana (secondo il contadino) meno 90%.

Per il miele la situazione è identica:

La produzione italiana di miele nel 2014 dovrebbe calare in media del 50% per i mieli di acacia, castagno, agrumi e millefiori primaverile-estivo. Il che si tradurrà  in un aumento dei prezzi tra il 20 e il 30%.

Ma in fondo forse è sbagliata la visione moderna del agricoltore che produce viveri. L’agricoltore coltiva e cura (o dovrebbe…) la terra e l’apicoltore alleva le api, ma non è detto che sempre esce qualcosa.

Domani

qui si comincia a togliere l’uva, succo d’uva per prima. Nell’immagine si vede bene come la parte grandinata matura male; il contadino vi risparmia foto di quella mezza marcia, forse domani qualche grappolo bello della bianca invece.

PS: tre foto in più, c’era parecchia uva, se non era grandinata… la bianca era pure discreta.
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