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Categoria: natura

La scienza e i contadini

Direttamente dalla cartella spam al blog, per dire. Si pone alla gentile clientela di ‘sto blog il delicato quesito delle concimazione magnetica e della sua credibilità :

Per questo, oggi, in agricoltura è indispensabile ricorrere all’impiego dei nostri fertilizzanti. Nati da una scoperta scientifica rivoluzionaria, essi sono completamente naturali, sia perchà© imitano i processi di Madre Natura sia perchà© sono composti da minerali, acqua ed energia.
I minerali, costituiscono il “timbro” degli elementi della fertilizzazione naturale. ll timbro è il riproduttore di una sostanza della quale basta la traccia. Infatti questi minerali, dalle analisi chimico-fisiche risultano presenti in quantitativi non significativi perchà© rintracciabili solo sotto forma magnetica. Sarà  la pianta, con il suo programma, a riprodurli nelle quantità  necessarie al proprio fabbisogno.

L’acqua, principio di tutta la struttura vitale, è il solvente.

L’energia è sotto forma di “essenze magnetiche”, la cui concentrazione varia in rapporto alla funzione. Ad esempio, oggi, per la programmazione dell’equilibrio della pianta, nel processo di caricamento delle particelle inerti si utilizza una quantità  di energia vitale pari a 12.000 kW/litro con picchi che superano i 460.000 kW/litro, mentre per la bonifica del terreno servono 460.000 kW/litro con picchi fino a 2.000.000 di kW/litro. Questi enormi quantitativi di energia sono dunque riutilizzati dalla pianta per il suo programma.

(il grassetto è del contadino e la parola “scienza” nel titolo è solo una provocazione)

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Cellulari e portatili verdi

Greenpeace fa una graduatoria della eco-compatibilità  di prodotti elettronici. Nessuno supera 5/10 punti.

Il cellulare più ecologico è quello che non si compra ovviamente (anche se l’iniziativa avrà  effetti lodevoli sui produttori che vogliono o devono tingersi di verde per il marketing).

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Uomo e ape

Forse vale di spendere due parole sulla moria delle api. La foto è del anno scorso sotto casa: il contotezista manda l’operaio per trattare il grano duro, lui va e forse non si rendeva neanche conto delle api accanto. Intanto partiamo con quel che diceva l’apicoltore qui sulla domanda se l”isteria passata per i media qualche settimana fa è fondata:

A settembre passavo con l’acido formico e sembravo scemo (ndr: trattamento contro la varroa biologico)

Morte di varroa a qualcuno anche tutte.

Fatto è che questa agricoltura ci sta massacrando. Qui da noi la piaga è questa monocoltura di grano diserbato, non cresce più niente nemmeno dopo la trebbiatura, sono ettari di campagna diventati sterili per le api e una biodiversità  che si sta ammazzando. Per il resto le perdite mi sembrano nella norma comunque il problema è la varroa con gli inverni caldi….

varroa varroa varroa

hanno vietato il mais ogm monsanto in Francia e i contadini parlano di andare a comprarlo in spagna e coltivarlo illegalmente, cosa ci guadagnerano?

Il problema alla base è che l’uomo moderno grazie alla scienza si è specializzato: Con metodi sofisticati si sviluppa un metodo di produrre per, diciamo, granturco, modificando i geni, sviluppando diserbi configurati ecc ecc e si perde di vista che nel mondo tutto è connesso. Il contadino scommette che a pochi ricercatori della Monsanto è venuto in mente che le api usano anche il polline dei loro OGM per nutrire le loro larve e scommette che non c’era nessuna studio scientifico su cosa succede alle api dopo qualche generazione o meglio, si sta facendo questo esperimento 1:1 in America, ma anche qui.

Stesso discorso per i vari pesticidi e che l’elettrosmog non abbia nessun effetto sul mondo degli insetti non può garantire nessuno. Dopo si vedrà .

Impressionante le idee che spuntano per risolvere il problema del CDD in America: Importare annualmente tonnellate di api africane (in quanto non possono sopravvivere l’inverno americano) – un altro ottimo esempio per il metodo del pensiero specialistico scollegato: Non si dovevano ridurre le immissioni del Co2?

PS: E’ passato l’apicoltore ora e ha detto che le api africane sono molto molto cattive e pericolose per l’uomo…

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L’iniziazione

guido

Nella vita tutti incontrano i loro maestri. Questo post è anche un omaggio a Guido che ha insegnato tante cose al contadino (ndr: la creatura in braccio di Guida ha mandato oggi una mail al babbo contadino per dirlo che “inizializzazione” e “iniziazione” si distinguono un pochino – ora il titolo dovrebbe essere a posto)

– Non è il lavoro, ma il pensiero del lavoro (che da problemi).

– Se tagli qualcosa: sempre sotto terra!

– Col seghetto poti sempre bene.

– Questo è ferro – appeni lo tocchi ti fai male!

– Ogni dieci ulivi ci vuole un maschio.

– Il mondo va da sà©.

Ma sopratutto: La natura ci insegna tante cose.

E a questo ha pensato il contadino stamanattina quando ha tirato giù il carpine secco con tanta edera adosso. L’ha strozzato, l’edera, lei arrivavo molto alta e prendeva molta luce ma alla fine è andata male pure a lei: buttato nel fuoco.

Eventuali assomiglianze con l’alta finanza che specula sul mondo reale non sono casuali.

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Meno quattro

terra

Temperatura stamattina, che di solito intorno casa scende mai sotto lo zero.

Queste notti ghiacci fanno un gran bene alla terra coltrata che rimane tutta aperta al cielo: il ghiaccio è un concime.

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Intelligent design

stoppioni

Il fatto è che il contadino ha vagliato le favette ancora sudice come uscivano dalla mietitrebbia (la pastora aveva chiesto se si potevano pigliare, erano abbandonati sul rimorchio nella capanna del podere senza padrone qui sotto – la pastora prende tutto, per le pecore, deve averlo nel sangue). Cmq come si sa quando si vaglia del seme il sudicio piccolo casca di sotto e quello leggero si riunisce in cima, in questo caso erano più che altro degli stoppioni e lui li buttava da parte. Beh, dopo pranzo erano tutti aperti e il maestrale faceva quello che doveva fare: spargere il seme.

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La natura ci insegna tante cose

Stamattina quando il contadino portava la cenere nella vigna vedeva che due dei buchi per le propaggini erano piene d’acqua dalla pioggia degli ultimi giorni, perchà© c’è terra grossa lì. Comunque, in tutt’e due c’era una specie di isolotto galleggiante, un isolotto fatto solo di formiche che si reggevano tra di loro. Lui crede che questa insegna che dobbiamo stare uniti in situazioni problematiche, finchà© uno viene con un pezzo di canna a tirarci fuori, se va bene.

[Non ci si riferisce alla politica, o forse sì]

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La questione morale

La vita di uno che fa anche il contadino è naturalmente piena zeppa di cose interessantissimi, avventure pericolose e incontri meravigliosi conragazze bellissime, ma purtroppo certe cose non si possono raccontare, altri non sono poi un granchà© alla seconda vista e infine certe cose forse non si dovrebbero raccontare come questa di oggi; il fatto è che il contadino andava in paese perchà© pioveva e perchà© era l’ultimo giorno per pagare il bollo del vespino e nel fosso poco lontano del capannaio di Giusti – Giusti è uno di quei ottantenni allevatori di conigli che trovi ai bordi della strada dove c’è terra grossa a tagliare la sulla e di andere via con due grosse balle di erba sul tetto della panda – si diceva che in questo fossetto c’era una coniglietta cieca malata tremolante bagnata fradica che faceva pena – Giusti e non solo lui le mamme vecchie e i conigli malati li buttano fuori – e il contadino pensava che foto ci sarebbe venuta e se sarebbe giusto suscitare emozioni con animali in fin di vita ma che la vita è anche questo, ma intanto non aveva la macchina con sà© allora erano anche pensieri inutili e andava alla posta a pagare e nel bar a leggere il giornale che tra politica e cronaca era anche peggio di cento bolli da pagare e se nà© dimenticavo.

Sulla ritorno il coniglio era ancora nello stesso posto, piovettava ancora e il contadino pensava che era meglio di ammazzarli invece di farli crepare così e stava per continuare la sua strada ma solo per due metri, la cosa era chiara, più avanti c’era una catasta di legna, ne prese uno tornò indietro e l’ammazzò con una botta secca alla nuca.

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Mungere l’asina

Ha chiamato un amico di un amico che ha un bimbo allergico al latte che è spesso malato che non cresce. Così il contadino ha munto l’asina, per prova. Ci voleva un divisorio per separarla dal puledro un paio d’ore e mungendola 4 volte è uscito un bicchiere di latte acquosa e dolce.

E le asine hanno due buchini nelle pupe, non lo sapeva mica.

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Olio nel bosco

Il fatto è che ha smesso di piovere. La cisterna è piena ma la stagna con l’olio di catena per la motosega vuota è il contadino voleva in tutti modi tagliare la legna con la luna in un segno di fuoco (sicuramente avete notato il fatto che certa legna non vuole bruciare e quando brucia non scalda: ecco, giorno sbagliato quando era stato tagliato, forse è anche solo bagnato). Dunque c’era quel pomeriggio perfetto ieri ma non c’era l’olio. Così ha riempito la motosega con quell’olio di oliva rimasto della fondata di quattro anni fa ed è partito. Sembra che funzioni, un bel odorino pure.

Nota: I contadini sono sempre stati bravi a riciclare il tutto. Nessuno sa quanto olio bruciato – del trattore – è stato sparso nei boschi italiani.

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