Ormai si dovrebbe sapere che l’agricoltura industriale è affamatissima di petrolio, sopratutto per estrarre il concime chimico dall’aria (ci vuole 450°C e una pressione di 300 bar per spaccare il N3 che forma l’80% dell’aria) e per la meccanizzazione:
Se consideriamo anche il costo energetico dell’intera filiera alimentare (altre 20000 kcal), scopriamo che per la nostra alimentazione quotidiana spendiamo circa un terzo del petrolio totale.
Beh, un sistema come questo si regola da sà©, nel senso che il rincaro del petrolio si trasforma direttamente in un rincaro del cibo convenzionale – prodotti elaborati e fuori stagione che arrivano da lontano saranno i primi a sparire. Addio fragole spagnole d’inverno.
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