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Categoria: agricoltura

Il succo

strettoio

Qui ci si muove intorno all’uva e in aspettativa della vendemmia proprio il contadino ha migliorato la produzione consueto del succo d’uva che s’è sempre fatta, ma a partire dal mosto del tino, che limitava la produzione a due bolliture o tre, mentre adesso i wwoofer, gli amici e lui hanno già  fatto quattro e sabato si fanno due di Trebbiano.

vinaccia

Ora invece gli è capitato un strettoio e così la produzione è diventato indipendente dalla vendemmia. Ecco la ricetta: Si schiaccia l’uva nelle bigonce con un pigolo (che sarebbe un legno massiccio), si butta nello strettoio e si strizza. Dopo sta bene in un contenitore con un rubinetto sotto per qualche ora (ma non più di mezza giornata), per depositare il fondo.
Di quattro bigonce sorte circa un’ottantina di bottiglie.
fuoco pastorizzare

Imbottigliare in bottiglie da birra di 66cl (dopo aver tolto la birra) e pastorizzare a 90° per mezz’ora-quaranta minuti.

succo

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Zaia ritorna al suo mestiere

Nel suo fervore di difesa delle lingue, del veneto e anche un po’ dell’Italia in toto il nostro ministro ogni tanto azzecca anche una misura giusta e prolunga il divieto dei neonicotinoidi:

I numeri parlano chiaro: quest’anno, dopo la sospensione, ci sono stati solo due casi di moria di api, contro i 185 dello scorso anno. Non possiamo ignorare questo dato nà© possiamo abbandonare i nostri 75 mila apicoltori e il milione e più di alveari che abbiamo in Italia”.

Si ricorda alla popolazione carnivoro che il granturco trattato con Gaucho & Co serve (esattamente come gli OGM nel post precedente) esclusivamente per nutrire polli, maiali, vitelli e altri.

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Soja, OGM, ciccia a buon mercato

Due stralci dall’ultimo post di Mariann Fischer Boel, comissario EU:

On several occasions over the summer, very small traces of one genetically modified (GM) maize variety, which is authorised in the US but not in the EU, were detected in US soy meal imports for feed – I have heard of at least 6 occurrences in feed consignments bound for Germany, Spain and Denmark.
As early as mid-July, 200 000 tonnes of US soy had been denied entry to the EU. Faced with the high-cost risk of having to relocate or possibly destroy shipments, traders now speak of halting soy imports from the US.

US soybeans are imported by the EU in particular during the months November to March, when imports from South America diminish. A complete loss of soy imports from the US over the coming months could cause a serious shortage. In any case it would increase soybean prices, even if it is possible to import more from Brazil and Argentina. If the EU has to pay a higher price for its animal feed, this could be a serious blow to the EU livestock sector which is already struggling with narrow profit margins.

The fundamental question here is not about liking or disliking GMOs, it’s about maintaining a competitive large-scale meat production in the EU or preferring to import our meat from third countries that do not have the same reluctance about GMOs

In parole povere: Tanti dei nostri amati animali mangiano in America, Argentina, Brasile, mangiano soia che sempre più spesso viene prodotto con il sistema OGM + diserbo totale, e siccome non si riesce di garantire l’assenza di soia modificata gli importatori rinunciano più volentieri a quel tipo di commercio che porta il rischio di trovarsi con carichi da rispedire al mittente (americano).

Il contadino è fondamentalista-salutista e non piange se gli allevamenti dovrebbero diminuire per la mancanza di soja, coltivato magari dove prima c’era una foresta tropicale.

E il concetto di “produzione di carne competitiva” può sparire pure, per lui, i quanto è sinonimo per crueltà  verso gli animali da allevamento.

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Mosca dell’olivo 2009

Due punture e il foro di uscita, con la mosca ancora nell'oliva
Due punture e il foro di uscita, con la mosca ancora nell'oliva
baco seccato dal caldo
baco seccato dal caldo
ecotrapDunque, oggi il contadino e gran parte dei suoi vicini hanno appeso le ecotrap (comprate qui con un ottimo rapporto prezzo/servizio).

Come riporta anche il sito dell’arsia per ora l’infestazione sembra sotto controllo qui, grazie alle temperature elevate durante l’ultima meta di agosto. Non tutto il male viene per nuocere. Infatti, il contadino per ora ha trovato solo una oliva con il bozzolo pronto, ma molte con l’uovo o il verme secco. La seconda generazione parte da adesso in poi, quindi, ma in numero ridotta (come le olive…)

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Si prende tutto

Alle undici un cielo nero sopra Collegalli, qualche goccia, un unico fulmine prende di mira e centra il centralino del telefono in paese (per la terza volta), arriva la pioggia e piove che è una bellezza. Però smette un prestino, e sono 5mm.

Per l’inizio bpuò bastare.

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Scoperto la causa della moria delle api

ape morta
Il titolo è una bella bugia nel pieno stile giornalistico. S’è scoperto che gli ape americane affette dalla CCD (arnie vuote, sparite30% delle ape in Usa dal 2007) avevano un problema alla RNS e di consequenza nella formazione delle proteine.

Scientists at the University of Illinois and the USDA, using information gleaned from the newly completed honey bee genome and a tool to arise from that information call a microarray (think of this as a massive screening of a tiny bit of honey bee tissue testing for hundreds, probably more, maladies, all at the same time from the same tissue sample), have found that honey bees from colonies suffering from symptoms of Colony Collapse Disorder have had the cellular structures in their bodies that manufacture the proteins necessary to combat stresses, pesticides, nutrition problems and more, compromised by viruses. These viruses, and there are many, one of which is the Israeli Acute Paralysis Virus looked at earlier, essentially capture the ribosome function of cells and hijack their capability to produce the components necessary to combat these problems, and force them to produce only more virus proteins.

Bene, si è spostato il problema, invece di capire perchà© sono spariti ora bisogna capire perchà© hanno le ribosomi anormali.

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Social network, crisi bancaria e tu

Grazie a Briblo il contadino ha scoperto kiva, uno delle meraviglie di internet in quanto il prestito va (quasi) da persona a persona. Non è stato facile selezionare a chi destinare il suo microcredito e ha anche qualcosa di abbastanza strano selezionare e cancellare con il mouse i richiedenti, chi ha denaro è come un Dio che decide i destini.

Tra gli agricoltori purtroppo molti vogliono usarlo per comprare pesticidi, concime chimico e magari pure del semente Monsanto – un vero dilemma che rende ben chiari i problemi. Alla fine i suoi soldini andranno in Samoa, Cambodia e Azerbaijan.

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Come siamo messi

Ecco un altro sguardo sul granturco, le api e il reddito dei contadini, che si integra con un post di qualche settimana fa):

Gli agricoltori accennavano ai vantaggi degli Ogm, non ai loro svantaggi. Riconoscevano che il problema nasce dalla monocultura, “ma il granoturco è l’unico che ci lascia di che vivere”, “no, che ci fa perdere meno soldi”. E conoscevano la soluzione: la rotazione biennale così l’anno dopo le larve di diabrotica muiono di fame. Meglio ancora triennale: granoturco, grano, erba medica, con il vantaggio di reintrodurre un po’ di nutrienti nel terreno depauperato. O ”las tres hermanas” dei popoli mesoamericani: mais, fagioli, cucurbitacee tipo zucchina. Anche perchà© i prodotti contro la diabrotica uccidono le api.

Come quasi il 90% dei problemi che abbiamo adesso sparirebbe anche questo con un reddito di cittadinanza. I contadino potrebbero ricominciare fare un agricoltura come si deve.

PS: Il film sul reddito di c si può scaricare qui (tasto destro > salva con nome), i sottotitoli sono qua e vederlo online di là  (trailer | film intero)

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La bondanza

fruttiera

Appena passata la prima ondata dei fagiolini e di zucchini c’è la frutta in assalto. Ieri l’altro voleva andare a prendere due pesche nella vigna per mangiarle e ha ne ha trovato due panieri, quelli bianchi e quelli gialli, grosse come mai (per la scienza ha pesato uno ed era 3 etti) e quindi si doveva fare i vasi sciroppati, oggi quando tornava dal prato trovava cinque chili di amarene che queste due donne che capitavano qui ieri parlavano di un ciliego che nessuno coglie e allora marmellata ancora, e pure si sono già  fatti più di 30 kg di quella di susine quelle lunghe , una parte con il miele di torchio (miele di pressatura dei tappi che rimane torbo) che l’apicoltore ha portato un secchio di 25 kg a posto per questi esperimenti (1kg di frutto/300gr zucchero o miele).

Di queste susine c’erano dei veri boschetti 20 anni fa su questa collina, con le pecore che s’infilavano sotto i rovi per mangiarli a quintali, ma man mano che si puliva cominciavano a sparire ma forse non solo per quello perchà© sono piante che non diventano vecchie. Gli ultimi due anni non c’erano neanche per mangiare, ma ora sembra che qualcosa ha cambiato e ritornano.

Poi oggi ha preso anche la paglia, che hanno battuto il grano e pure in qualche modo è seccato anche il fieno nei giorni di afa passati, mentre adesso c’è un tempo da lavorare con fieno che è solo un piacere: sole e vento e mettere l’erba al sole per seccarlo per gli animali per l’inverno è semplicemente uno dei lavori più belli che esistono.

Tutto questa ricchezza grazie alla stagione per bene mette in evidenza sempre lo stesso problema: la distribuzione. Il pesco quando lo cogli maturo si disfa già  mezzo, come fai a farlo arrivare solo in paese, per non parlare della città ? Da una parte tanta gente a mangiare la frutta colta acerba e dall’altra piante che nessuno coglie.

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Scienza avanzata

Sembra strano che tutti questi scienziati che lavorano alla Monsanto non sono capaci di capire l’assoluto inutilità  (nel miglior caso) dei loro sforzi. I tre principali infestanti che il contadino ha nel orto sono diventati resistenti un po’ ovunque. Solo l’amaranto con le sue 10mila semi e molte variante genetiche vince a mano basso il round-up. La Monsanto ammette che c’è un problema e ma lo definisce “manageable”. Tipo così:

Indeed, according to Monsanto press releases, company sales representatives are encouraging farmers to mix glyphosate and older herbicides such as 2,4-D, a herbicide which was banned in Sweden, Denmark and Norway over its links to cancer, reproductive harm and mental impairment. 2,4-D is also well-known for being a component of Agent Orange, a toxic herbicide which was used in chemical warfare in Vietnam in the 1960s.

Mescolando il roundup con i peggior veleni vecchi. Ma anche i nostri coltivatori di Mais hanno problemi che vogliono (o forse hanno già  risolto) risolvere “trattando a tappetto”:

«Da non trascurare – prosegue il vicepresidente dell’associazione – gli effetti dannosi sui raccolti, le piantagioni infestate dall’insetto della Diabrotica, hanno sicuramente ottima probabilità  di tradursi in autunno con presenza di micotossine nell’alimento zootecnico di Mais, quindi con notevoli problemi di aflatossine. Da non ignorare come a condizionare il peggioramento della Diabrotica, sta anche la decisone di eliminare la concia sul mais da semina, da sempre utilizzato nel nostro paese, e tolto dal Governo a seguito di pressioni troppo ambientaliste basate sulla ipotesi di correlazione della concia con la mortalità  delle Api, i cui studi scientifici hanno rivelato poi essere infondata»

C’è sempre da stupirsi quanto danno riesce a fare la produzione industriale di carne. E il modello scientifico-tecno-industriale dell’agricoltura idem.

Aggiornamento: A proposito della Diabrotica che mangia il granturco: una lettura agghiacciante (grazie a agricoltura ticino):

In your book OGM, Le Vrai Dà©bat, a chapter is entitled “Army and Biological War”. What can you tell us on this issue ?

GMOs can be used to make war, and there are two methods- the soft one and the tough one. The soft methods are those advocated by certain countries. They enable the control over the agriculture of a country. Either you sterilise pollination insects that sterilise plants, or you disseminate devastating insects on the crops.

Like the Diabrotica Virgifera ?

Yes, the Diabrotica Virgifera is a very dangerous and devastating insect, forbidden in laboratories, and which has been widespread on European soil since the American army arrived during the war in Yugoslavia. It has now reached the Italian border. It might be a coincidence, yet we have evidence that this insect has first been introduced in Sarajevo. And Monsanto has been testing transgenic corn resistant to this insect in Europe, although it did not exist on this continent before the mid-nineties…

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Granturco divino

All’inizio del mondo, sulla Terra cresceva solo erba, così che i primi esseri umani pregarono il dio del sole di inviare loro qualcos’altro da mangiare. L’astro mandò loro sei sorelle, le fanciulle del mais, appartenenti al popolo del Semi, le quali alla luce del fuoco danzarono tra le erbe che divennero alto e forti.

(trovato in un libro ma c’è pure qui, per integrare il post sulla creazione del grano)

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