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Categoria: agricoltura

Arance amare

Il contadino non sa bene cosa dire e ha più domande che risposte, a proposito di Rosarno. Viene a galla tutta la situazione schifosa nella quale è finita l’agricoltura con il pensiero economico neoliberale (crescità  e concorrenza globale).

Gli africani colgono i pomodori, le mele e le arance, i rumeni e albanesi tagliano la nostra legna e costruiscono le nostre case, le ucraine e polacche badano i nostri vecchi e le cose che compriamo vengano dalla Cina, durano poco e riempiano le nostre discariche.

E noi facciamo i padroni con i ragazzi annoiati a morte?

Zaia propone la certificazione per prodotti agricoli colti nel rispetto della legge.

… io credo molto anche nella certificazione etica. Un marchio che garantisca che le produzioni alimentari e agricole non sono avvenute attraverso lo sfruttamento del lavoro.

Raccogliere prodotti agricoli nel rispetto delle norme a costi concorrenziali è impossibile. Fare controlli a tappeto significa chiudere molte aziende medie-piccole (e anche grandi).

La certificazione etica sarebbe lo stesso lavoro che dovrebbe fare l’ispettorato del lavoro, vero?

Chi fa i prezzi, veramente?

Certifichiamo anche i bulloni, la pasta sciutta, i calzini e le magliette, i mattoni della nostra casa, i mobili, la carta per non parlare dei nostri amati e indispensabili giocattoli elettronici: telefonini, netbook, PC?

Vogliamo diversi tipi con diversi prezzi di prodotti agricoli: normale, etico, bio, bio+etico ?

Non sarebbe meglio forse di tentare una soluzione alla base di questi problemi?

Tassare i consumi e non più la manodopera (contributi INPS pagati con IVA)?

Un reddito di base per gli agricoltori (e il resto del paese)?

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La crisi del post-raccolto

letame

Finito a cogliere le olive bisogna rifare da capo tutto un altra volta, tutti gli anni. E’ insieme il punto finale e il punto di partenza.

Quasi quasi il contadino c’è l’ha fatto di portarli tutto il letame prima che si mette a piovere (o a nevicare) – che l’acqua deve venire ancora tutta tutta – un mucchietto a pianta.

Oggi ormai ci sono poche cose così sensate come concimare le piante. A lavorare la terra ci pensano i cinghiali:
cinghiali sotto l'olivo

PS: Il contadino si è avventurato nel mondo excel e ha digitalizzati i dati segnati ogni anno dal ’91 sugli calendari della Thun:

dati olio 1991-2009

A prima vista si vedono bene 3 cose: l’aumento della produzione (il gelo del ’85, il recupero delle piante, la messa dimora di piante giovane), l’alternanza in attenuazione e un leggero calo della resa.

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L’olio (le cifre)

mignole

Da qualche giorno è terminata la raccolta delle olive e visto che oggi tutto si misura e si conta:

– 22 quintali di olive hanno dato 350kg d’olio, resa media 16.2%

– spese esterne (senza contare il lavoro e il trattore) tra frantoio e trappole per la mosca: 720,00 ovvero 2€/kg

Per paragone: l’azienda B.P ha prodotto pure lei 20 quintale di olive che hanno reso 360 kg olio ma…

– 5400 euro spesi per la potatura (600 piante)

– 6kg di olio/qt per i raccogliatori = 120kg; rimane 240 kg

– 300,00 Frantoio + lavorazioni e concimazioni ecc,

quindi minimo 25€/kg di costi.

Non c’è da meravigliarsi che si cominciano a (ri)vedere oliveti abbandonati.

(poi c’è quell’azienda che ha comprato lo scuotitore, ma purtroppo non si staccano e non si staccano, quest’anno)

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L’olio novo

Fatto l’olio in questo frantoio sottovuoto e si trova in fase di valutazione, come si dice. Lavorano bene, nulla da dire. L’idea è di evitare nella fase di lavorazione ogni contatto sia con l’aria sia con l’acqua per non ossidare e lavare i polifenoli. La pasta nella gramola gira verticalmente per non mettere sotto la superficie e sottovuoto, il decanter lavora senza acqua e non c’è un ulteriore separatore; la temperatura non supera mai 20°, infatti l’olio usciva a 16°.

Ma ha ragione l’apicoltore: all’inizio è quasi troppo forte per mangiarlo, ma nel tempo si conserva meglio con tutte le caratteristiche – il contadino ha assaggiato l’olio di un anno fa e sembrava nuovo.

Già , e la resa? Quasi il 17%.

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La raccolta…

pendolino

… delle olive ha avuto inizio ieri, la media è di 5-6kg/pianta questo vuol dire che ci sono piante con 20 kg e altre con 1kg e il contadino è contento che credeva che fossero meno e ha già  colte 40 piante, rigorosamente a mano al ritmo di un quintale al giorno. Le olive sono grosse e sanissime.

Le voci delle rese: c’è chi avrebbe fatto il 14%, chi il 16% e uno addirittura il 19%: sembrano rese molto buone per fine ottobre.

Ecco poi il filmino fatto tempo fa:

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Gli effetti del lupo

…o forse meglio gli effetti della presenza saltuaria del lupo qui nei dintorni sono quattro:

– ci vuole più paglia

– c’è qualche quintale di letame in più a disposizione

– la casa è piena di mosche

– ogni mattina si risparmia 10-15 minuti di tempo

Se vi chiedete perchà©: Le pecore non possono più stare fuori nei recinti di notte d’estate, come hanno sempre fatto e si trovano serrati nella stalla ogni notte.

Giusto per avere una idea delle sua capacità : il veterinario racconta che al Università  di Firenze avrebbero curato un lupo ferito sull’autostrada, messo un emittente e l’avrebbero monitorato con il GPS. In dieci giorni era nel sud della Spagna, senza mai sbagliare percorso, tutto sugli crinali.

Qui una bella foto.

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Le api, i veleni e il professore.

Da leggere il post della Oca, l’articolo del professore credente e il commento di un “agricoltore bravo”:

Egr.Sig.Battaglia sono un apicoltore professionale da circa 30 anni e lavoro con 1000 alveari in merito all’articolo scritto voglio sottolineare che ci sono sì apicoltori più o meno bravi,ma se ti trovi con le api in zone dove vengono utilizzati i neonicotinoidi (come nel mio caso ) non ti resta che pregare perchè la strage di api è garantita. Ormai sono 5 anni che soffro per questo problema. Negli anni passati solo il 20/30 % degli agricoltori usavano questi prodotti e infatti i danni erano limitati, nel 2008 nella mia zona il 90 % li ha utilizzati ed è stata una strage.

Un complimento va alla politica italiana che anche se tardi ha bannato i prodotti. E si dice che in Francia sarebbe già  attivo un mercato nero per questi sementi…

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Autunno

Fa dei tentativi di piovere ma non ci riesce (11mm) e la terra sotto è sempre arida come d’estate. Le olive dal colore sembrano mature (ma probabilmente non lo sono – il frantoio apre già  il 20, e vedrai che i primi cominciano a cogliere tra poco e si lamenteranno di rese basse). E viene un ottima annata di ghiande dopo la loro assenza completa l’anno scorso, le pecore ringraziano.

E il Boston Globe raccoglie come sempre delle ottime foto.

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La magia del formaggio

C’era una congiura partito dal veterinario del paese, coinvolgendo la pastora e così domani alla 15:00 alla festa del Tartufo il contadino si vede costretto di fare il formaggio dal vivo, accompagnato da una presentazione Powerpoint.

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Se in Italia i lavori non si fanno due volte…

Questa frase il contadino l’ha sentito al riguardo della Superstrada Fi-Pi-Li tempo fa (adesso sembra che sono alla quinta volta) ma vale anche per lui e il suo succo d’uva: ieri sera quando apriva una bottiglia per riempire trappola per i calabroni che vivono dentro un ulivo faceva “tsss” – era in fermentazione. A qualcosa sono utili i calabroni, nà© ha aperta un altra: “tsss” e la terza e la quarta e stanotte ha dormito abbastanza male. Adesso sta ritappando le bottiglie e questa volta lì porterà  a 90°che gli 85° non hanno bastato quest’anno, a quanto sembra.

Non è mica un post importante ma va benissimo come scusa perchà© non scrive altro.

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Vita nuova

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A volte il mondo funziona come un orologio: Con le piogge che finalmente erano arrivate è nato l’erba nuova dappertutto, la campagna ritorna verde e poi sono anche nati i primi sette agnellini, da tre mamme, fai te il conto.

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