Il contadino attacca il coltro solo una volta all’anno, per l’orto (e per rinnovare il prato a volte) in quanto non ha cambi. A parte il chiasso che fa il cingolo potrebbe stare ore a vedere la terra che si apre.
10 commentiCategoria: agricoltura
Qualcuno magari potrebbe pensare che il contadino produce del cibo, ma questo non è così.
Il contadino si prende cura della terra e del paesaggio, governa gli animali e si occupa degli ulivi e delle viti e se ne esce del cibo è solo un effetto collaterale anche se ben gradito
3 commentiNoi, sottoscritti, dichiariamo che l’Unione Europea deve rispondere alle sfide urgenti che l’Europa sta affrontando in materia di agricoltura e di alimentazione.
Dopo più di mezzo secolo di industrializzazione della produzione agricola ed alimentare, l’agricoltura a conduzione familiare è stata fortemente ridotta e i circuiti alimentari locali hanno regredito in tutta Europa. Oggi, il nostro sistema alimentare è dipendente da carburanti fossili a prezzo sostenuto, non tiene conto che l’acqua e la terra sono risorse limitate e sostiene regimi alimentari dannosi per la salute, ricchi di calorie, grassi e sale e poveri di frutta, ortaggi e cereali. In futuro, il prezzo crescente dell’energia, la perdita drastica della biodiversità , il cambiamento climatico e la diminuzione delle terre e dell’acqua disponibili costituiscono una sfida per la produzione alimentare. Allo stesso tempo, una popolazione mondiale in espansione deve affrontare la contraddizione di un contemporaneo aumento della fame e delle malattie croniche causate dalla sovralimentazione.
Noi riusciremo a rispondere positivamente a queste sfide solo con un approccio completamente diverso nei confronti delle politiche agricole e alimentari. L’Unione Europea deve riconoscere e sostenere il ruolo cruciale dell’agricoltura contadina per l’approvvigionamento alimentare della popolazione. Tutti devono aver accesso a un’alimentazione sana, sicura e nutriente. I modi con cui coltiviamo, distribuiamo, prepariamo e mangiamo cibo dovrebbero rendere onore alla diversità culturale dell’Europa fornendo un’alimentazione equa e sostenibile.
La Politica agricola comune (Pac) attuale è in discussione in vista della sua riforma prevista per il 2013. Dopo decenni di dominazione delle imprese transnazionali e dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) sulle scelte di politica agricola ed alimentare, è arrivato il momento per la popolazione europea di riappropriarsi della propria politica agricola ed alimentare: è l’ora della sovranità alimentare. Noi crediamo che una nuova Politica agricola e alimentare comune debba garantire e proteggere uno spazio di cittadinanza nell’Ue e nei paesi candidati e la possibilità e il diritto di definire i propri modelli di produzione, di distribuzione e di consumo, partendo dai seguenti principi.
La nuova Politica Alimentare e Agricola Comune …
1. …deve considerare il cibo come un diritto umano universale e non come una semplice merce;
2. deve avere come priorità quella di una produzione di alimenti e mangimi destinata all’Europa e prevedere il commercio internazionale dei prodotti agricoli nel rispetto dei principi di equità , giustizia sociale e sostenibilità ambientale. La Pac non deve danneggiare i sistemi agricoli ed alimentari dei Paesi terzi;
3. deve promuovere modelli alimentari sani indirizzandosi verso diete basate sui vegetali e su un minor consumo di carne, di grassi saturi, di alimenti ricchi in energia e altamente trasformati, rispettando i modelli alimentari culturali e le tradizioni regionali;
4. deve dare priorità al mantenimento di un’agricoltura che coinvolga un alto numero di contadini su tutto il territorio europeo, nel soddisfacimento della duplice funzione di produzione di cibo e di salvaguardia dell’ambiente rurale. Ciò non è realizzabile senza prezzi agricoli giusti e certi, che devono permettere un reddito adeguato per contadini(e) o salariati(e) agricoli e prezzi giusti per i consumatori;
5. deve assicurare condizioni giuste e non discriminatorie ai contadini(e) e ai lavoratori agricoli dell’Europa centrale ed orientale e sostenere un accesso giusto ed equo alla terra;
6. deve rispettare l’ambiente globale e locale, proteggere le risorse limitate del suolo e dell’acqua, fomentare la biodiversità , rispettare il benessere animale;
7. deve garantire che l’agricoltura e la produzione animale restino liberi da Ogm, incoraggiare l’uso delle sementi contadine e promuovere la diversità delle specie domestiche che costituiscono il patrimonio culturale locale;
8. deve cessare di favorire l’utilizzo e la produzione di agro-carburanti industriali e dare la priorità alla riduzione del trasporto in generale;
9. deve assicurare la trasparenza lungo tutta la filiera alimentare, in modo che i cittadini sappiano come viene prodotto il cibo, da dove proviene, cosa contiene e cosa è incluso nel prezzo finale di acquisto;
10. deve ridurre la concentrazione del potere nei settori della produzione primaria, della trasformazione e della distribuzione alimentare e l’influenza esercitata dai gruppi dominanti su ciò che viene prodotto e consumato, oltre a promuovere sistemi alimentari che accorcino la distanza fra produttori e consumatori;
11. deve incoraggiare la produzione e il consumo di prodotti locali, di stagione, di alta qualità , rimettendo in connessione i cittadini con la loro alimentazione e con i produttori di cibo;
12. deve destinare risorse per insegnare ai giovani le pratiche e le conoscenze necessarie a produrre, preparare e apprezzare un’alimentazione sana e nutriente.
Si tratta della “Dichiarazione europea sull’alimentazione per una politica agricola e alimentare comune sana, sostenibile, giusta e solidaleâ€.
Il documento è stato firmato da 11 reti europee, 2 reti internazionali e centinaia di organizzazioni in 24 Paesi europei (agricoltori, consumatori, ambientalisti, altermondialisti e ong), tra cui Aiab, con il Comitato italiano per la sovranità alimentare. [fonte]
11 commentiA volte la democrazia funziona e a volta anche il buon governo:
L’utilizzo di organismi geneticamente modificati in agricoltura (OGM) rimarrà vietato in Svizzera fino al 2013.
Adottata da popolo e cantoni nel 2005, la moratoria «per alimenti prodotti senza manipolazioni genetiche» scadrà il 27 novembre 2010. La proroga della moratoria per tre anni – votata dalle Camere – dovrebbe permettere di raccogliere nuove informazioni scientifiche sulla questione.
Sarebbe difficile vincere una votazione popolare per liberare la coltivazione degli OGM; a volta la l’animo del popolo decida per la dalla cosa giusta.
EDIT: In Italia il sistema (non) funziona diversamente, ma l’effetto è lo stesso:
Commenti chiusiHa risposto ieri in commissione il sottosegretario all’Agricoltura Cenni. Secondo la sua interpretazione, il ministero ora deve semplicemente attivare il “procedimento complesso†per vagliare la richiesta di seminare Ogm alla luce di un parere che dovrà essere espresso dalla Commissione per i prodotti sementieri geneticamente modificati.
La commissione dovrà anche individuare misure adatte ad evitare che gli Ogm contaminino l’ambiente e le colture convenzionali.
Si demanda ora alla commissione, mi permetto di commentare, il compito che l’intero Parlamento non è riuscito a svolgere dai tempi del ministro Alemanno in poi, cioè da quando si è imboccata la filosofia della coesistenza regolamentata fra colture Ogm e convenzionali.
Di qui la mia traduzione che ho esplicitato sopra: Ogm coltivati in Italia? Campa cavallo. Lo stesso sottosegretario ha del resto definito esplicitamente “infondata†la convinzione che questa primavera saranno possibili semine Ogm.
L’interrogazione: come si intende gestire la sentenza del Consiglio di Stato sugli Ogm
La risposta per sottosegretario: per ora niente semine Ogm in Italia
Visto la stagione che fa e visto l’onda anomala che ha colpito la crociera al contadino viene in mente cosa diceva Ecevit tempo fa:
“E’ tempo dell’acqua adesso. Aumenteranno i Tsunami, le onde anomale e ci saranno molti tempi in cui i contadini non potranno entrare nei loro campi”
1 commentoLe onde anomale sono un fenomeno marino di cui non si conoscono nà© le cause nà© l’origine. Sono state osservate onde anomale alte da 25 a 30 metri, che sembrano formarsi in modo imprevedibile […]
Tali onde possono essere estremamente pericolose poichà© sono in grado di affondare navi anche di grande stazza. Mancando prove scientifiche della loro esistenza, fino a poco tempo fa questo fenomeno era ritenuto da molti esperti una pura invenzione dei marinai. I pochi sopravvissuti hanno sempre riportato racconti ritenuti non realistici, anche perchà© secondo i modelli statistici la probabilità di formarsi un’onda di tali altezze era di una ogni 10.000 anni. àˆ stato calcolato che negli ultimi vent’anni sono scomparse in mare più di 200 grosse navi e alcuni pensano che nella maggior parte dei casi la causa vada ricercata nelle onde anomale e non nel maltempo (causa indicata nella maggior parte dei rapporti). Il gran numero di grosse navi scomparse è dovuto anche al fatto che sono tutte progettate per resistere senza problemi ad onde alte fino ad un massimo di 15 metri.
Come da titolo, già dieci giorni fa si sentiva la sua presenza ma oggi in via definitiva ha cominciato la corsa della natura e per forza delle cose anche quella del contadino che ci corre dietro come sempre già con un ritardo iniziale notevole, dovuto alla sua pigrizia, le piogge e naturalmente a internet, quel mostro che si nutre del tempo nostro e ne divora tonnellate.
Quindi chiede scusa quando non posta più le belle notizie preoccupanti dell’economia sull’orlo e altro amenità (completamente assurda l’attuale discussione “corrotti fuori” – non era già vietata prima?) in quanto i lavori lo lasciano in uno stato semi cosciente di sera.
E’ partito il wwoofer italiano e sono arrivati due dal Montana (ormai quest’aziendina si tiene solo a galla con la forza e la voglia di fare e imparare della gioventù americana) si sostituisce la rete vecchia che l’istrice ha ridotto in frantumi in cerca delle patate l’anno scorso, ha cominciato pure la potatura degli ulivi che i lavori è importante iniziarli. Sono nate le prime piantine d’insalata, c’ da seminare le carote e le patate se solo finalmente un giorno asciugasse il terreno e si deve interrare il letame sparso sotto gli ulivi. Pure già potato un salce e le fascine nella vigna aspettano la loro legatura, ci sono da controllare i pali, nel bosco la legna è per terra ma solo sistemato a meta e ci sono circa altri tremila posti dove intervenire, meglio se domani.
12 commentiCommenti chiusiSecondo l’Africa stockpiles programme (Asp – Programma africano per gli stock di pesticidi obsoleti) la quantità di vecchi pesticidi disseminati in tutta l’Africa sarebbe almeno 50.000 tonnellate.
Per adesso è confermato la versione degli apicoltori:
In Italia, sospesi nel 2009 i trattamenti per la ‘concia’ dei semi di mais a base di neonicotinoidi, non sono state riscontrate morie massive di api. Soltanto l’anno precedente circa il 50% della popolazione degli alveari era morta (il livello più alto dell’Unione Europea, che in media ha toccato il -25%. Fonte Efsa), con un danno enorme per l’agricoltura…
“Avevamo ragione a denunciare il killeraggio dei nenonicotinoidi, visto che il Ministro Luca Zaia ha annunciato la sospensione della concia dei semi anche per il 2010. Ma c’è di più –ha dichiarato Francesco Panella, presidente nazionale dell’Unione Apicoltori Italiani-, le ricerche della dottoressa tedesca Hedwing Riebe e del professor Vincenzo Girolami dell’Università di Padova evidenziano che il veleno dai semi risale sulla superficie della pianta con il fenomeno della ‘guttazione’. Quel ‘sudore’ si asciuga e la molecola chimica velenosa imbeve la rugiada del mattino, che transita per contatto o prelievo su altri organismi. Le multinazionali degli agro-farmaci da anni conoscono questo fenomeno –ha concluso Panella- ed hanno deliberatamente nascosto la verità alle istituzioni comunitarie ed ai cittadiniâ€.
Non è facile tener testa contro il potere della Bayer e altri, e una sospensione non è un divieto.
Per i dettagli cosa fanno questi nenonicotinoidi: Appunti sul gaucho
PS: Quello che evidentemente non funziona è il sistema degli studi scientifici, visto la realtà dei fatti. Un problema grosso è che chi li ordina è interessato a un certo risultato (nel caso della Bayer vuole dimostrare l’innocuità per le ape del veleno):
Commenti chiusiBayer claimed that several studies had been made in open air as well as in greenhouses in Argentina, Canada, Germany, France, Great Britain, Italy, Sweden, South Africa, Hungary, and the United States, and that all those studies confirmed Imidacloprid was not dangerous to bees.
Stranamente una notizia che muove molto il mondo è la faccenda della ricetta per i gatti di Bignazzi, il contadino stesso l’ha letto sul feed del ARD tedesca. Quando era giovane e mancava un gatto nel quartiere girava voce che erano gli italiani a averlo mangiato. Ora qui forse sono i rumeni i colpevoli, ogni popolo deve avere i suoi barbari.
A parte che Bignazzi ha completamente ragione se dice che sostanzialmente non c’è differenza tra uccidere un finocchio, un maiale o un gatto per cibarci – si uccide sempre un essere vivente – il fatto è che noi di solito non mangiamo animali carnivori, ma animali vegetariani.
Niente volpi, lupi, cani e gatti sul tavolo e l’eccezione della regola sono gli maiali (se ci casca un pollo sparisce in 5 secondi) e gli polli, con un breve intervallo nel quale anche le mucche mangiavano carne, intervallo finito piuttosto male per noi e loro.
8 commentiIl contadino crede che esistono degli azioni umani che fanno parte di questa categorie e hanno effetti karmici devastanti per gli li compie. Uno è la produzione di etanolo in Africa e altrove.
Qualche giorno fa ha letto su Le monde diplomatique (ci sono pochi altri giornali che riescono dare delle descrizioni così accurati del male del nostro pianeta) cosa sta succedendo per esempio in Sierra Leone, uno dei paesi più peveri del mondo, al Rokel River.
Quello che preoccupa di più è cheriescono di fare passare questo scempio culturale-agricolo-ambientale come “sostenibile e ecologico”, grazie alle direttive europei:
Gli Stati membri dovrebbero provvedere affinchà©, entro il 31 dicembre 2005, la percentuale minima di biocarburanti immessa sui loro mercati raggiunga il 2% e il 5,75% entro dicembre del 2010. Gli Stati membri che fissano obiettivi meno elevati dovranno giustificarlo ricorrendo a criteri obiettivi.
Di questo siamo responsabili noi tutti. Ecco alcuni stralci dalla versione ufficiale di Addax:
Addax Bioenergy, a division of the Swiss-based energy corporation Addax & Oryx Group (AOG), is developing a Greenfield integrated agricultural and renewable energy project
in Sierra Leone to produce fuel ethanol and electricity. The project will consist of a
sugarcane plantation, ethanol distillery and biomass power plant and related
infrastructure.Feedstock : Sugarcane
Plantation size : 10’000 hectares
Milling capacity : 200 Tons of cane per hour
Distilling capacity : 350’000 litres of Ethanol per day
Power capacity : 15 MW or 100’000 MWh per annum for export
Total investment : about 200 million Euros
Workforce : > 2000 direct employees
Production start : 2012 […]In order to meet EU law on sustainability criteria, the
industrial and agricultural operating procedures adopt international best practices from
the sugar industry and principles and recommendations from the Roundtable on
Sustainable Biofuels (RSB) and the Better Sugarcane Initiative (BSI) of which Addax
Bioenergy is a member.
Per chi vuole farsi rotolare nel male ancora di più un audio di un ora e ecco un altro articolo sulla corsa alle terre africane.
La nuova corsa all’oro. Terra.
http://farmlandgrab.org/10276
4 commentiQuando siccità e freddo fanno sul serio:
Commenti chiusiLa Mongolia con una superficie di 1,6 milioni di km2, grande più o meno come l’intera Europa occidentale, è uno dei Paesi più esposti ai colpi del cambiamento climatico: questa ondata di freddo, con temperature tra i -40 e i -50 gradi, fa seguito ad un’estate ed un autunno segnati da una siccità prolungata che ha distrutto il foraggio che doveva servire a nutrire gli animali durante l’inverno. I Mongoli hanno battezzato questo fenomeno meteorologico estremo “dzud”.
E il dzud si è trasformato in una immensa strage di bestiame: «1,7 milioni di bestie al 31 gennaio – spiega la Fao – Se le condizioni attuali persistono, il governo stima che le perdite potrebbero raggiungere i 3 – 4 milioni di capi di bestiame entro la primavera».
Oggi al contadino è capitato il Tirreno davanti gli occhi, e ha letto un articolo sugli Parchi Kyoto dal titolo “àˆ già secco il parco di Kyoto” (non sapeva nemmeno che esistono):
«Il Comune – spiega Floriano Baldacci, assessore all’ambiente – non ha l’obbligo della manutenzione. Spetta alla forestale». Ed entra poi nel merito, analizzando la salute degli alberi. «Le piante sono giovani. E’ per questo motivo che sono basse e piccole e si scorge solo il legno che le sostiene. Qualcuna arriva a 60 centimetri ma la maggior parte si assesta sui 30. L’erba alta poi, in estate, serve a rinfrescarle».
Assurdo, l’erba alta che c’è d’estate ha bevuto tutto l’acqua, altro che rinfresca qualcosa, magari una butta una cicca e prendono pure fuoco. I contadini hanno zappato non per nulla per secoli la terra, specialmente con piantine giovanimesse a dimora.
Sembra una di quelle belle iniziative che vengono dall’alto e nel basso e concreto non c’è nessuno chi è responsabile e cura le povere piantine.
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