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Categoria: agricoltura

Il ritorno della metcalfa


Proprio ieri se n’era parlato con l’apicoltore e oggi il ronzio delle api trai rovi accanto la vigna. Sembra che quest’anno la metcalfa si stia riprendendo, bene per le api, bruttino per le piante che coperto di melata (Honigtau in tedesco, rugiada di miele) diventeranno nere di fumaggine in giro di un mese. Era quasi completamente sparita dopo la lotta biologica introducendo la Neodryinus typhlocybae.

A proposito di miele: Secondo lui era meglio se lasciava le api qui invece di portarle nell’Appennino – fallito completamente il raccolto del Castagno. Erano tutti malati, nessuna fioritura. Quindi anche niente castagne.

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Un giorno con le pecore

Eccovi qualche momento della giornata tipica con le pecore – compreso una breve visita degli aironi che sono tornati in gran numero.

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(per chi non lo sa e ha una connessione buona: il video è disponibile anche in HD ovvero buona qualità  selezionando 720p, per guardarlo su schermo intero. Per poter scegliere questa opzione bisogna cliccare il link e vederlo direttamente su youtube.

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Vacanze

Da ieri mattina il contadino è ufficialmente in vacanza dopo la partenza della wwoofer e della pastora.

Le vacanza si distinguono dalla vita normale quotidiana perchà© tutto è diversa, tutto ha un altro sapore. Adesso lui è solo con gli animali – compreso le diecimila mosche – e deve fare tutto. Alle sei a mungere, poi colazione, pascolare, cogliere la roba nel orto, far formaggio e ricotta, pranzo, un bel pisolino, sistemare casa, portare in giro gli avanzi dell’orto e la ricotta e pascolare ancora le pecore dalle sette fino le dieci e qualcosa di sera, chiudere le galline e governare la capra e i dieci gatti (già : perchà© ancora non sei venuto a prendere un gattino o due??).

Cena che come adesso finisce dopo le undici.

E si è dato il compito di fare tutti giorni una foto della luna.

Nessuno che ti da noia, a parte te stesso.

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Un pensiero in meno

Il contadino e le sue macchine hanno più o meno la stessa età  e son sempre pensieri; per pressare lerba medica hai due ore non di più e non si deve rompere nulla. Un complimento quindi alla pressa, regalatoli due anni fa da Ciccino (lui ha riregalato un agnello), è così intelligente che non lega neanche quando il fieno è troppo umido, e stamattina alle cinque c’era un nebbione nella valle sembrava il salmastro sul mare e il contadino pensava che non si pressa mai invece dopo le dieci sì è alzato un po’ di maestrale e adesso è davvero domenica. Le provviste per l’inverno per le pecore e gli asini sono fatte già  adesso, poi c’è il terzo taglio, ferragosto.

E un grazie di cuore all’erba medica che arriva fino a 8m sotto terra con le radici: senza di lei nessun allevamento nel mediterraneo.

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Le speranze sono intatte

Questa foto rispecchia perfettamente come hanno allegato gli ulivi: da niente a straordinario, secondo la posizione e il tempo; quelli che hanno fiorito prima hanno allegato meglio perchà© hanno evitato il gran caldo che c’era.

Quindi il contadino aspetta fiducioso un buon raccolto d’autunno e pure ha ancora un po’ d’olio da vendere.

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Genuino clandestino

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genuino clandestino – il trailer from Nicola Angrisano on Vimeo.

Movimento di resistenza contadina

Decine di coltivatori, allevatori, pastori e artigiani si uniscono nell’attacco alle logiche economiche e alle regole cucite sulle tycoon
dell’agroindustria, per difendere la libera lavorazione dei prodotti e l’immenso patrimonio di saperi e sapori della terra. Da questa rete nasce la campagna genuino clandestino, con uomini e donne da ogni parte d’Italia impegnati in nuove forme di resistenza contadina. Mentre le norme igienico-sanitarie bandiscono dal mercato migliaia di piccoli produttori, il consumatore continua a subire, spesso inconsapevolmente, modelli di produzione del tutto inadeguati a garantire genuinità  ed affidabilità  nella grande distribuzione…

Questo progetto verrà  finanziato da Produzioni Dal Basso, ovvero anche da te sottoscrivendo delle quote da €10.

Un sito sconosciuto al contadino fino dieci minuti che offre un metodo di finanziamento di progetti che ha subito ottenuto la sua simpatia.

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l’olio (futuro) del 2010

Sono giorni cruciali, gli ulivi sono quasi sfioriti e il contadino ogni giorno struscia e indaga i rametti per vedere come allegano. Almeno quest’anno c’è la mignola per bene, non c’è un ramo senza. Però però adesso si vede bene il danno dalla neve e del freddo primo di natale. Una trentina di piante nel “uliveto di sotto” hanno dei rami bassi completamente bruciati, foglie gialle e brunastre, corteccia che schianta e che si riempirà  di rogna. E pura un mese fa sembravano a posto, mentre adesso presento dei buchi enormi.

Alcuni sono da tagliare pari terra per farli ributtare da zero:

Tra qualche giorno si capirà  meglio come hanno allegato, i primi non sembrano male, ma il timore è che quel aria africana dia noia.

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Il vento e il grano

Tirava un maestrale in quei giorni quando portava a casa il fieno, e passava sempre a quel campo di grano, un grano antico della Fattoria biologica nuova del paese. Un grano incredibilmente alto, più di un metro e mezzo. Il grano duro sul campo del Nacci è alto forse 40cm, sembra un tavolo, tutte le spighe alte (o meglio basse) uguali. Quest’anno il pane spera di fare con quel grano lì.

Con i suoi mezzi tecnici scarsi ecco cosa ha combinato:

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(la musica c’è solo perchà© l’audio del vento è venuto malissimo)

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Un pensiero in meno

La stravecchia pressa ha fatto il suo lavoro, basta portare a casa le 250 presse, il tempo era perfetto, sole e vento.

Il prossimo pensiero è la vigna; l’agricoltura sembra un susseguirsi di pensieri.

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Fieno in terra

Ormai è una vecchia abitudine (si potrebbe già  chiamare “tradizione”): Il post sulla BCS e sul fieno, l’opera che segue immediatamente la fine della potatura degli ulivi. La vecchia cara falciatrice è partita subito anche quest’anno ed è pure riuscita a tagliare l’erba fitta fitta e un po’ atterrata dalle piogge.

Oggi il primo giorno quasi tutto sole e vento dopo chissenericorda quanto tempo, domani si ranghina il primo pezzo. La speranza è di mettere in capanna le 200 presse del primo taglio senza che prendano l’acqua.

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Riceviamo e pubblichiamo

Ben vengono iniziative come questa, sperando che sia anche un forum per cambiarsi le esperienze, che non è facile, più che altro perchà© sui balconi non c’è terra buona.

Coltivare l’Orto è un sito semplice nato da un’idea semplice: far crescere un orto sul balcone di casa, nel bel mezzo di una grande città . In questo spazio vogliamo condividere un po’ di quello che abbiamo imparato da chi ne sa molto più di noi e manovra zappa e vanga da quando cammina (più o meno).
Grazie ai preziosi consigli di nonni e genitori commossi per questo ritorno alle origini, coltiviamo con caparbietà  e coloriamo di verde (e non solo!) un minuscolo punto nel grigio.

Coltivare l’Orto non è nà© un manuale nà© un’enciclopedia. Qui troverai consigli, curiosità , notizie, dubbi ed esperimenti, per una piccola grande impresa, alla portata di tutti.

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