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Categoria: agricoltura

Paglia e problemi

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Sono i giorni della battitura e quindi per i pastori i giorni della paglia. Il contadino ieri e oggi ha fatto una vita con le chiavi in mano (neri, anche l’umore) per far solo 150 presse di paglia perchà© la sua cara pressa ha tirato fuori mille guasti in vari punti uno dopo l’altro, finendo con una bella botta quanto si spezzava la catena del ranghino e adesso sono storie, tra pezzi consumati e telaio piegato. Trattore a parte la imballatrice è la macchina più complessa di tutti. Soliti problemi del agricoltura museale®…

Le foto sono degli anni passati, cambiano i campi ma non l’essenza. La paglia quest’anno era sui campi gestito del contoterzista, la mietitrebbia sembrava ubriaca quanto ballava e si inclinava, e anche a pressare era difficile evitare le fosse dell’erosione. Non c’è più agricultura.

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Uccellini della vigna

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Quasi tutti gli anni quando si tirano su i capi si sente un uccellina scappare da l nido, tre quattro vite più avanti. Quest’anno il contadino l’ha visto covare proprio prima che zolfava e aveva paura che magari non lo regge e abbandonasse le uova. Invece no, è stasera la sua fototrappola ha riempita la scheda di memoria (seguirà  un video timelapse)

Ma visto che tutti dicono che la intelligenza della rete è straordinaria e che sarebbe pure idonea a governarci proviamo: come si chiama questo uccellino?

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Mais ammuffito, formaggio fatto

Altra notiziola del mondo agricola malato, finito in carcere Renato Zampa, presidente del consiglio direttivo e legale rappresentante del consorzio Cospalat (Friuli Venezia Giulia), altre 26 persone indagate, tra cui 17 allevatori del consorzio.

Il latte, destinato ad altri caseifici per produrre formaggi non dop o latte Omega 3, veniva diluito con prodotto non contaminato per renderlo idoneo ai controlli analitici effettuati dagli acquirenti. Secondo gli inquirenti, che hanno sequestrato 1.063 forme di formaggio potenzialmente nocivo, gli indagati avrebbero anche falsificato le analisi del prodotto. Il consorzio frodava caseifici e distributori, ma a sua volta, in una filiera di violazioni, sarebbe stato vittima di furto da parte di due autotrasportatori. Questi rubavano 2 o 3 quintali di latte nel corso di ogni viaggio verso Toscana e Umbria, per rivenderlo a un soggetto non identificato. Sottratto il latte, lo sostituivano con acqua.

Il punto è che le mucche il granturco non lo dovrebbero mangiare in quantità  industriali come avviene, specialmente se vuoi fare un formaggio buono. Sono erbivori, per loro c’è l’erba. Solo che fanno meno latto ma sarà  certamente più salutare.

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Ogm danneggiani i maiali! Skandalo!

Purtroppo lo studio segnalato da Coldiretti e altri è un classico esempio di scienza spazzatura. Gli autori (e la rivista dove è stato pubblicato) sono dichiaratamente contrari agli OGM, hanno fatto mangiare a 170 maiali due diete diverse e poi si sono messi a cercare delle differenze, che erano solo trovabili separando in 4 livelli la gravità  della infiammazioni, peraltro giudicato soggettivamente.

Peccato, pessimo servizio alla causa.

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Pioggia e altro

Arriva il monsone in altri parti del mondo, bene.

Qui da una parte è bellissima la terra fresca, i pozzi e falde piene ma dall’altra parte peronospora a gogo, nella vigna sono partiti parecchi grappoli di cannaiolo sopratutto, i pomodori non ramati e idem le patate si sono ammalati di brutto. Il primo taglio del fieno è quello che è, o è vecchio trapassato o ha preso acqua. Poi i tafani, quelli gialli con gli occhi verdi col caldo tutto di botta sono usciti tutti insieme e fanno impazzire asini e contadini nei campi mentre di notte è il turno delle zanzare ( e lucciole che anche a loro piace l’umido).

Vita regolare, con gli eccessi regolari, come sempre.

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Il diserbo nel urina

Il contadino non sa quanti post ha scritto su e contro il diserbo, espressione esemplare del degrado del rapporto uomo-natura in chiave economica. Ora esce questo studio: si trova nelle urine di 70% dei cittadini tedeschi mentre la media europea è di 43%, i dati sono molto variegati tra i paesi e manca l’Italia. In Germania viene utilizzata su 40% della superfice agricola.

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Il glifosato è stata rilevato da Arpa nel 68% dei 168 punti di analisi delle acque di fiumi e laghi lombardi.

I più danneggiati sono gli operai agricoli e sembra che nella America del Sud della soja transgenica sia sempre più evidente il nesso tra malformazioni dei neonati e uso del roundup della Monsanto. Studi con ratti dimostrano effetti forti sul sistema ormonale.

Ma il problema vero è che è stato prolungato il permesso di uso dalla parte della EU fino il 2015, senza alcun ulteriore approfondimento. E non ci vuole scienza per capire quanto è innaturale e dannoso, basta vedere con l’anima i campi rossi, le vigne, gli uliveti e i cigli trattati.
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Fieno di palude

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Finiva così il primo taglio del fieno sul secondo prato. Eppure il contadino sapeva che non doveva entrare in quel angolo, ma il quoziente d’intelligenza diminuisce in rapporto dei cavalli del mezzo che uno guida. Comunque dal prato qui 100 presse buone si son fatto, dalle 160 di prima più di metà  sarà  da buttare. E ora sembra che ripiova.

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Tripide dell’olivo

Già  l’anno scorso c’erano queste piante che stavano male, tutti innesti di una pianta molto vigorosa in una zona determinata. Quest’anno il contadino ha approfondito. In pratica sono pieni di questi animaletti qui, che mangiano tutta la vegetazione nuova.

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L’ulivo di questi tempi ha due verdi: quello scuro delle foglie vecchie e quello chiaro di quelle nuove, queste piante qui di nuovo c’è giusto qualche foglia deformata in basso, il resto appena spunta viene mangiato. Potrebbe essere “liothrips olea” ma non nà© è sicuro per niente. Stasera ha provato un trattamento di bacillus thurigiensis.

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Aggiornamento. Se si osserv il movimento di loro di sera sembra che ci vanno a casa, verso il basso. Indagando il contadino ha trovato la casa: ogni buco, crepa, corteccia mezza staccata è buona per ripararsi. Adesso sta provando un intervento tipo colla (con lo spintor fly avanzato) sulla corteccia liscia, in modo di impedire la risalita al cibo preferito

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Miele “non miele”

3 su 4 barattoli venduti negli USA sono privi di polline, componente integrale del miele, che permetterebbe il rintracciamento.

La ultra-filtrazione – tecnica con la quale il miele viene privato del polline – è un procedimento ad alta intensità  tecnologica, che riscalda il miele e lo annacqua e, sottoponendolo a pressioni estreme, lo priva del polline.

Il problema è solo US-americano? Non sembra proprio. Avendo condotto test anche in alcuni paesi europei, si scopre ad esempio che tutti i campioni di miele greco erano assolutamente privi di polline. Non così quelli dall’Italia, Ungheria, Nuova Zelanda. In base alla direttiva europea sul miele, la privazione del polline impedisce non solo la localizzazione geografica, ma anche la possibilità  di rintracciare le varietà  vegetali impiegate.

Il contadino coglie l’occasione per ribadire che “USA” e “America” non sono sinomini e spiritualmente deve essere evitato l’uso della parola “america*” per gli Stati Uniti.

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Trattato sull’importanza del profumo del fieno

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E’ facile: il fieno buono profuma ma profuma, te stai a mungere e dal fienile viene quest’odore del fieno in fermentazione che sembra marmellata, fiori, miele. Il problema è che per essere buono non deve vedere la pioggia e se deve vederla meglio se non l’hai rigirato prima.
Quest’anno sembrava proprio impossibile di farlo, che i cinque sei giorni senz’acqua non c’erano e non ci saranno e c’è pure il prato nuovo da falciare. Ma oggi era la giornata da rigirare quello falciato e pressare, alle tre di pomeriggio è partito e l’ha rigirato e pressato (con vari problemi delle macchine anziane come lui), grazie a quel vento di libeccio che sembra tramontana, asciutto e freddo, meno male che alla fine c’era la luna perchà© s’era rotto pure l’ultimo faro funzionante del cingolo. Ma sei ore sopra il trattore sono tante.

[è una specie di tradizione, il post sul fieno fatto]

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Vita in campagna XII

Magari a qualcuno interessa com’è la situazione sul podere. Allora, gli ulivi sono potati tutti finalmente e in teoria il contadino dovrebbe diventare ricco visto la mignola che si prepara a fiorire. In pratica sarà  già  qualcosa se riesce a vendere l’olio, quest’anno gli è andato bene e i 500 litri prodotti hanno trovato i tavoli su quali andare, ma da quel che sente molti hanno problemi e quindi lasciano stare potatura e pure raccolto e avanti con l’abbandono delle terre e tutti a dire “quant’è bella la Toscana” ma non vedono neanche in che condizioni disastrose si trova il paesaggio.

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Questo era uno dei ultimi viaggi di frasca di potatura per le pecore – come si vede sono anche tosate adesso . e pure fa un freddo che sembra ottobre. In teoria si dovrebbe fare il fieno, ma quest’anno sembra impossibile con questi rovesci un giorno sì e l’altro pure e c’era una occasione sola e il contadino l’ha usata per tagliare l’erba intorno casa e dopo mezz’ora doveva saldare ottone a stagno perchà© s’è rotto il filtro del petriolio della BCS. Pazienza ma non è facile, invecchia e andrà  a terra e sarà  un impresa a tagliarlo, e peggio a seccarla se non cambia il tempo. La vigna si rama e si rama bene bene e basta per ora, arriverà  il suo turno di lavoro, i primi zucchini e insalate sono arrivate nell’orto.

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Quindi grazie alle piogge il contadino trova adesso il tempo a fare dei lavori di restauro, radrizzare cipressi e rifare le cataste crollate.

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