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Categoria: agricoltura

Levato un pensiero ecco un altro: la mosca del olivo

Finita la vendemmia rimane l’ultimo raccolto da salvare, l’olio. Fino sabato il contadino stava tranquillo, c’era un volo di mosca metà  agosto quando rinfrescava la prima volta e ha fatto un trattamento con Spintor Fly, poi venuto quel caldo eccezionale e non ha continuato (si dovrebbe ripassare ogni 7-10gg). Poi alla prossima rinfrescata verso il 10 di settembre ha ramato con la pasta siapa e ricominciato con lo Spintor Fly e ha visto poca roba, più che altro mangiato dagli uccellini (sulla sinistra prima foto).

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Ma ecco: sabato dal vicino ha visto molte punture di vari stadi – i pinzi sono esposte tutte al sole sulla parte rivolte a sud adesso – e ha visto pure la mosca in azione; tutte sulle moraiole, mentre il frantoio è ancora sano. Nel suo c’erano le olive con la mosca quasi pronta su leccini e altre olive più grosse – rigorosamente sulla parte esposto al nord per via di proteggere i vermini dal caldo – ma punture nuove non nà© ha visto, forse perchà© il rame fa suop dovere bene come repellente, vediamo, in ogni modo è subito ripassato con lo Spintor Fly, che ancora non ha capito in quanto funziona bene o no.

E ci sono pure le olive buttate per terra dalla tignola (scrollare giù), accanto quelle buttate dai tripidi.

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Un buon metodo per il controllo è la carta gialla, se una ha poche piante conviene anche usarla come metodo di lotta.

Sul sito del Arsia per Livorno, Firenze e Pisa viene segnalato l’infestazione un po’ ovunque.

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Vendemmia fu

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Le due damigiane con il vino bianco hanno fatto i loro primi “blupp”; un telaio in cantina è riempito con tanta ma tanta di uva da tavola che dovrebbe bastare fino natale, 200 bottiglie di succo aspettano di venir consumate e gli rimanenti 48 quintali sono nei tini di Piero.

I cinghiali che hanno mangiato altri quintali da ora in poi devono cambiare dieta.
Era un uva bellissima e niente da lamentarsi, a parte vedi sopra. Un pensiero in meno, ora mancano le olive e poi… si ricomincia da capo.

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L’autunno è l’inizio

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Dopo le piogge nasce l’erba nuova e la campagna ricambia colore da gialla a verde, al contadino ritornano i pensieri più limpidi e oggi a buietto è nato il primo agnello e dopo nella stalla ancora un suo gemello – si riparte.

Domani si comincia a vendemmichiare per il succo d’uva, quattro bigonce di canaiolo.

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Il canyon locale

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Ha piovuto, il contadino ha ripulite le fosse sulle strade sterrate in modo che l’acqua va dove deve andare da ora in poi e quando fa quel lavoro vede burroni, delta e piani pareggiati dalla rene – tutto in miniatura.
Quest’inverno in molti posti non è andato dove doveva andare per la solita assenza di persone che gestiscono la terra, per esempio su quel campo del contoterzista. Le mietitrebbia faceva certe manovre.

[PS: il contadino ha installato un nuovo visore per le fotine, se non funziona con qualche browser strano tipo IE sono gradite segnalazioni.]

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La differenza delle culture

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Ci sono degli abissi tra le culture, altro che senatori condannati che non ricordano come si fa a dimettersi. Le marmellate! Il contadino non sa quanto energia e tempo fu sprecata con la “sterilizzazione” dei vasi nel mondo. Oggi ha fatto due pentole di marmellata di fichi (300gr zucchero/kg frutti ma è troppo) e per curiosità  ha consultato qualche ricetta in rete e riecco che spuntano questi consigli:

…bollire per circa 45 minuti. Fate leggermente raffreddare la marmellata di fichi e versatela nei vasetti precedentemente lavati.

Procedete adesso alla sterilizzazione della marmellata: mettete i vasetti ben chiusi in una pentola, ricoprite con acqua fredda e fateli bollire per circa 40 minuti.
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…fate cuocere a fuoco dolce per circa un’ora….

Invasate immediatamente, chiudete con i coperchi e capovolgeteli: fate raffreddare i vasetti, poi metteteli in una pentola contenente acqua fredda che li ricopra completamente…

Ha mai sterilizzato o visto sterilizzare i vasi già  riempiti: per il semplice fatto che sono già  sterilizzati. Basta versare la marmellata bollente, chiudere, riunire i vasi e coprirli con asciugamani o altro in modo che si mantiene la temperatura per un po’.

Quest’anno l’unica marmellata che si riesce fare è quella delle more (poche e tardi) e quella di fichi, che godono di queste temperature alte e avvizziscono sulle piante. Gli altri frutti non c’erano proprio.

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Mangiare ovvero lavoriamo per voi

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Cari istrici, carissimi daini, egregio signor cinghiale (e un saluto ai lupi che sembrano trasferitosi nel senese per ora): Il contadino prima o dopo si stuferà  davvero di dover fare tutto quel che fa dentro una recinzione alta due metri carica di corrente con allarmi sonori (ancora non ci siamo a questi livelli ma ormai passa le ore che gli avanzano solo a chiudere buchi, mettere pali e tirare fili).

Ormai l’avete quasi vinto, avete mangiato dell’insalata, una parte delle zucche, qualche popone (e se di notte entrano i gatti in casa si mettono pure loro ad aprirli), cinque cocomeri e minimo un quintale di uva e ci sono ancora tre settimane alla vendemmia.

Ma se smettiamo noi di coltivare la terra sarete alla fame anche voi, ve lo dico, pure niente più erba medica per voi, daini.

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Il ritorno delle api

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La sera verso mezzanotte sono ritornate le ape dal lavoro sull’acacia e castagno nel Appenino, il giorno dopo hanno sempre molta sete ma molta.

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Troppe tracce di diserbo nel cibo? Moltiplichiamo i limiti!

Successo per Monsanto negli Stati Uniti:

…the EPA is on path to soon approve of levels of glyphosate being found in crops several times over the current concentration.

…the amount of allowable glyphosate in oilseed crops such as flax, soybeans and canola will be increased from 20 parts per million (ppm) to 40 ppm, which GM Watch acknowledged is over 100,000 times the amount needed to induce breast cancer cells. Additionally, the EPA is increasing limits on allowable glyphosate in food crops from 200 ppm to 6,000 ppm.

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… l’EPA sta per approvare dei livelli di glifosato trovati nei raccolti per il doppio e più della concentrazione attuale.

… la quantità  di glifosato ammissibile in colture oleaginose come il lino, semi di soia e di colza sarà  aumentato da 20 parti per milione (ppm) a 40 ppm, che GM Guarda riconosciuto è di oltre 100.000 volte l’importo necessario per indurre le cellule del cancro al seno. Inoltre, l’EPA sta aumentando limiti consentiti glifosato in colture alimentari da 200 ppm a 6000 ppm. (google traduttore)

Interessante è il metodo scelto di far diminuire i consumatori di carni sul lungo termine per selezione naturale, aumentando di 30 volte il limite per i mangimi.

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La Guerra dei Tripidi Episode II

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C’è poco da dire – hanno vinto loro: la seconda generazione nel oliveto intorno casa si è sparso ovunque e ha fatto cascare circa l’ottanta percento delle olive, magari una decina di quintali; rodano il gambino o anche l’oliva stessa e da luogo a un cascola mai vista. Il contadino ha provato con l’olio bianco nelle zone più infestate, poi qualche settimana fa addirittura con il piretro. Niente. Mai s’era però aspettato un danno così enorme per il raccolto e pure per l’anno successivo, in quanto ci sono delle piante ancora senza nuova vegetazione (vedi l’inizio).

Come sempre si chiede cos’avrebbe sbagliata lui, la colpa gli sembra tutta sua in quanto responsabile degli olivi, ma ancora non ha ben capito il nemico. C’entra il cultivar, la posizione sopratutto e la potatura forte. E a guardare le piante colpite gli viene da piangere ma non può evitare, in quanto sono quelli intorno casa. L’oliveto grande detto “di sopra” e “di sotto” invece è salvo.

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Sporcarsi

In merito all’Ilva, il lavoro, la mortalità  e tematiche simile: al contadino sembra che pian piano sta emergendo un idea del lavoro “pulito”, “sano”, “senza sudore”, “sicuro” e via così.
Ma nella realtà  il lavoro ci consuma: ci consuma le tendini, le arti, i muscoli, l’udito, le ginocchia, la vista, il cervello, quel che vuoi. Ci consuma ed è naturale.

Ovviamento cerchiamo giustamente di limitare questo consumo al mimimo, e qui si scontrano interessi economici con quelli dei lavoratori dipendenti e altro, ma non esiste il lavoro che non ci consuma ed è giusto così altrimenti cosa abbiamo dato al mondo?

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