Nel senso positivo, gran annata di susine di tutti tipi.
Categoria: agricoltura
Dal 28 di maggio a adesso, solo che le crepe nell’ultima foto sono state chiuse un ora fa da un bel temporale con pioggia calma di seguito, 35mm in tutto, la quale ha anche lavato i residui dei fiori dalle piante – tutto sembra andare veramente per il meglio quest’anno fino adesso. C’era il timore (fondato) che il gran caldo dei giorni scorsi avrebbe fatto abortire i fiori, da quel che il contadino ha visto qui non è successo, anzi, ci saranno a grappoli, ma in altre zone sembra che sia andato peggio. Fioritura c’è stato, allegagione c’è stato, adesso tocca alla stagione, niente grandine e niente fresco fine luglio e d’agosto se è possibile.
3 commentiLa potatura dell’olivo è un arte e non si finisce mai a imparare, gli anni scorsi ha lasciato decisamente troppo legna grossa nelle piante. Siccome si trova pure nella situazione di dover spiegare come potare gli vengono spesso in mente le cose che furono detto a lui dai vecchi potini:
La punta, fai la punta, con due tagli soli!
L’olivo deve stare basso e dentro.
Il moraiolo deve essere mica bello, basta che fa le olive.
(poi non gli fa comunque)
Col seghetto si pota sempre bene.
Variante:
“Voglio sentire cantare il seghetto, non quel clip-clip-clip-clip!”
Taglia, taglia, non aver paura!
Altri consigli?
2 commentiOrmai tra cinghiali, daini, caprioli e lupi (i quali invece di controllare daini e cinghiali controllano pecore) tocca proteggere ogni piantina di frutta messo a dimora – altrimenti fa la stessa fine di quel innesto dell’olivo, completamente sbucciato dai daini.
4 commenti Le speranze per mangiare la frutta qui sono intatte e la ghiandaia sarà contenta anche lei: c’è tanto di tutto, dalle mandorle alle susine, e anche gli ulivi promettono molto bene – la prima soglia è presa, mignolano bene, speriamo che quest’anno la stagione ci assiste un po’ meglio dopo il disastro dell’anno scorso.
Ora sembra che anche le piogge stanno per arrivare, finora era una primavera arida e tardiva, con il vantaggio che il contadino poteva lavorare dritto senza sosta. Si gode molto la salute e le forze riacquistate e cerca di non farsi più stressare dai lavori, con discreto successo finora, poi ha pure una giovane wwoofer che assomiglia moltissimo alla sua figlia, anzi non si vedono alcune differenze.
E in due i lavori pesano meno della metà , questo è la matematica della vita.
Commenti chiusiIl mandorlo l’anno scorso il 14 febbraio e quest’anno il 27 febbraio.
Il susino sotto era così il 24 febbraio l’anno scorso e quest’anno il 18 marzo.
Meglio tardi con forza.
2 commentiSecondo l’Organizzazione mondiale della sanità il Roundup è cancerogeno.
E’ sempre difficile con questi veleni, nulla da fare.
Commenti chiusiPer gli ulivi malati in Puglia adesso dovrebbe essere questo la terapia:
Prima di tutto dobbiamo essere molto chiari, tutti gli alberi colpiti dal batterio Xylella fastidiosa devono essere rimossi e questa è la prima cosaâ€. Accetta, dunque, su migliaia di ulivi e non solo. Anche su lecci, mandorli, ciliegi, albicocchi e tutte le altre piante, appartenenti ad almeno 150 specie, che risulteranno attaccate dal patogeno da quarantena arrivato dalle Americhe.
Per non fare un lungo discorso al contadino sembra la stessa storia delle varie pandemie, il vaccino obbligatorio contro la lingua blu (non si fa più a quanto sembra) e altre emergenze. Non si ha il coraggio di fare niente e osservare bene, l’esperienza insegna che spesso questo sarebbe stato la strategia più sana e economica. Invece giù a spruzzare insetticidi:
Nell’ultimo anno una serie di determine sono state approvate dalla Regione Puglia su proposta dall’Osservatorio fitosanitario regionale, l’ultima di febbraio indica proprio le misure obbligatorie da adottare a partire da maggio 2015 nelle quattro zone individuate. La determina rende noto che “è fatto obbligo ai proprietari o conduttori dei terreni ricadenti nell’area infetta di eseguire le misure obbligatorie previsteâ€, come l’irrorazione con diverse tipologie di insetticidi; tra questi l’imidacloprid che fa capo alla classe dei cloronicotinici neonicotinoidi, tossico per la salute umana, nonchà© anche riproduttiva, per uccelli, fauna acquatica ed api. Utilizzare insetticida a base di neonicotinoidi per debellare le cicaline e sterminare la xylella potrebbe seriamente alterare il ciclo dell’impollinazione e, ancor peggio, costituire un serio rischio per api, vitali per il nostro ecosistema. Ma l’elenco non finisce qui, perchà© ci sono altri insetticidi come il buprofezin che la stessa EFSA ha evidenziato come interferente endocrino.
Qualcosa non funziona, proprio NON funziona in certe teste e certi organismi statali.
Commenti chiusiSi fa per dire perchè nella società delle pecore, delle capre e non solo comanda sempre la femmina più esperta e più sana – il maschio serve solo per una certa cosa indispensabile per la sopravvivenza della specie.
Alcune settimane fa Freddy (famoso per il suo canto di amore) se n’è andato nell’ età avanzato di quindici anni, ieri il vuoto è stato colmato da questo fighettone di nome azzeccato Fonzy che ha dieci mesi.
3 commentiNel ufficio dei coldiretti gli hanno proposto di firmare la petizione per una “pizza italiana patrimonio dell’umanità fatto con solo ingredienti italiani”. Il contadino ha preso un colpo. Di questo passo presto ogni cibo nazionale di ogni paese potrebbe diventarlo, poi il suo secondo ragionamento fu che la poca mozzarella e il grano duro nostrale non basterebbe mai mai per le 50mila pizzerie, a parte il fatto che secondo lui un grano duro estero non è per forza di natura peggiore che quello “coltivano” i contoterzisti sui campi sotto di lui (un disastro ambientale tra concime, diserbo, trattori pesanti e erosione).
Ieri poi ha visto che già il secondo candidato è in arrivo: il pesto genovese. Allora subito il Wurstel viennese e l’amburger americano, perchà© no?
La pizza e il pesto si troverebbero in compagnia buona dell’Opera dei Pupi (Sicilia):
L’Opera dei Pupi è un tipo di teatro delle marionette, i cui protagonisti sono Carlo Magno e i suoi paladini emerso agli inizi del XIX secolo prima a Napoli e seccessivamente in Sicilia.
e il Canto a tenore:
àˆ uno stile di canto corale sardo di grande importanza nella tradizione locale
le uniche due voci italiane presenti nel “Patrimoni orale e immateriale dell’umanità “.
Forse hanno capito male il riferimento al “orale”.
Ora è giusto che si difende un prodotto, ed esistono già i mezzi.
Ma interessante è che anche con il cibo c’è l’effetto placebo: importa un sacco chi lo propone, cosa ne pensiamo, la fama che ha, se lo riteniamo sano o meno e molto altro. Ed è giusto che sia così, è sempre stato così e già solo l’aggettivo “italiano” rende il cibo migliore a prescindere, e questo è un bel regalo che il paese ha fatto al mondo. Il contadino non sa bene sà© sia giusto o meno se ora vuole soldi per il regalo, sì, c’è crisi ma non crede proprio che un solo olivo toscano abbandonato viene ripreso in coltivazione con questo tipo di battaglio del “made in Italy” alimentare.
Commenti chiusiIl contadino sta potando la vigna, mai ha visto delle foglie durante questo lavoro e le api ronzano pure. Senza trovare qualcosa ovviamente, solo consumando energia. Auguri a tutti gli agricoltori.
4 commentiI governo vuole sapere cosa pensate sulle etichette e usare i risultati nelle sue azioni.
Il processo di consultazione prevede le seguenti fasi:
a) Acquisizione delle opinioni.
b) Elaborazione delle risposte.
c) Traduzione delle risposte in un documento riepilogativo sottoposto al Ministro e successivamente pubblicato sul sito del Mipaaf.
d) Utilizzo e valorizzazione dei risultati come presupposto per tutte le scelte da intraprendere sul tema.Il MiPAAF potrà , inoltre, decidere di allargare la base informativa a supporto delle scelte anche avviando azioni alternative come, ad esempio, specifici focus group la cui base di partenza non potrà che essere costituita dai risultati ottenuti in sede di consultazione pubblica.
Bene, concesso la fiducia, vediamo. Il contadino le sue opinioni in materia le ha mandato due volte perchà© il livello tecnico di questa consultazione -almeno la chiamano con il nome giusto e non “votazione online” come fa un altro organizzazione incapace tecnicamente anche lei – è da terzo mondo. Basta eliminare il cookie e si può votare all’infinito, nessun controllo se arrivano dati uguali dallo stesso IP, nessun https come sarebbe il minimo. Ora qui i brogli saranno improbabile, ma se per esempio l’industria olearia (non particolarmente interessato al indicazione della provenienza delle olive, anzi) era sveglia potevano far votare un paio di precari per tre giorni, alterando ben bene il risultato.
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